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Acqua e cuore

Acqua e cuore

Al cuore del nostro benessere. Idratarsi correttamente, attraverso l’assunzione di acqua, vuol dire anzitutto rendere il sangue meno viscoso, riducendo quindi il rischio di trombosi. Ma anche i sali giocano un ruolo importante. C’è il magnesio che protegge il muscolo cardiaco aiutando le cellule muscolari a rilassarsi; il calcio che interviene nel processo di coagulazione del sangue e nella contrazione delle cellule muscolari. Un’acqua che ne è ricca, “dura” per intenderci, riduce i rischi cardiocircolatori e tiene alla larga dunque eventualità pericolose come l’infarto. Per ogni unità di durezza in più dell’acqua, la probabilità d’infarto diminuisce dell’1%. Allo stesso modo, il rischio di infarto sale con percentuali del 4% per ogni microgrammo di ferro e del 10% per un’analoga quantità di rame.

Non si può parlare di cuore, infine, senza un riferimento alla pressione del sangue e alle persone che di pressione alta soffrono. Per loro, infatti, a una dieta povera di sodio, seguita su consiglio medico, deve essere abbinata un’acqua oligominerale che favorisca la diuresi e l’eliminazione del sodio in eccesso. E’ proprio il sodio, del resto, il principale imputato nell’aumento della pressione e nell’affaticamento cardiaco. Ma attenzione. Per pressione alta intendiamo, in questo caso, livelli appena al di sopra dei limiti normali. Con una pressione davvero molto alta non possiamo sperare che l’acqua, da sola, incida in modo significativo nelle terapie.


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