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I bambini

I bambini

Acqua e bambini
Sono coloro che avvertono meno la sete. Ma allo stesso tempo sono quelli che devono bere di più. Acqua e bambini, fin dalla gestazione, formano un binomio inscindibile. Per la crescita, per garantire solide basi al benessere che dovrà accompagnarli nel resto della propria vita. Sono loro a dover assumere le quantità più consistenti di acqua. E’ nei bambini infatti che l’acqua svolge uno dei suoi ruoli più importanti, quello per lo sviluppo dell’organismo. Ed è sempre nei bambini, più che in ogni altra categoria di persone, che risulta importante controllare la quantità di liquidi e la frequenza con cui bevono. Proprio perché è nei più piccoli che il senso della sete è meno sviluppato rispetto a quello degli adulti. Bere con una buona frequenza è importante anche per far fronte al loro movimento e in generale per mantenere un buon equilibrio di liquidi, in particolar modo nei mesi estivi quando attraverso la sudorazione il corpo dei bimbi, come quello degli adulti, espelle liquidi per mantenere bassa la temperatura. In generale, nello scegliere l’acqua, ricordiamoci che è preferibile fornire ad un bambino pochi sali, rispetto alle quantità maggiori utili per un ragazzo.

Bere bene fin da piccolissimi è fondamentale anche perché le buone abitudini imparate da bambini sono quelle che ci accompagneranno per il resto della vita: un bimbo che viene guidato ad idratarsi bene sarà domani un adulto che saprà idratarsi bene. In questo, sia gli insegnamenti che lo stesso modello comportamentale dei genitori svolgono un ruolo prezioso.

Acqua e neonati
Acqua e latte
. E’ questo il rapporto da tenere bene a mente per scegliere l’acqua più idonea da dare ai neonati e, soprattutto, individuare quella più adatta nel periodo dell’allattamento, una fase in cui si registra un aumento del fabbisogno idrico di circa il 30%. La donna nei primi 6 mesi arriva a produrre fino a 800-1000 ml di latte al giorno, una quantità nella quale l’acqua rappresenta una quota consistente, considerando che la composizione corporea del neonato è fatta per l’80% di acqua. Questo significa che le richieste di acqua da parte dell’organismo materno non possono che aumentare, per l’incremento dell’irrorazione arteriosa e venosa del tessuto mammario, quindi dell’apporto sanguigno che il corpo deve fornire alla produzione vera e propria di latte, con grande dispendio energetico. Per questo motivo, una corretta idratazione durante l’allattamento prevede un apporto di acqua tra i 2,5 e i 3 litri di acqua al giorno. E ad essere consigliata, in questo caso, è un’acqua poco o mediamente mineralizzate, ben tollerata dall’organismo del neonato, adatte in particolare per le donne che soffrono di problemi come ritenzione idrica e gonfiori.

Le minimamente mineralizzate e oligominerali svolgono inoltre un ruolo specifico nella ricostituzione del latte formulato e nella diluizione del latte vaccino. Hanno una bassa concentrazione di minerali, sono cioè ipotoniche, e non alternano quindi l’equilibrio del latte in polvere. Anzi, attraverso la loro azione solvente, lo rendono più digeribile, determinando un minor carico renale di soluti, cioè la quantità di sostanze disciolte nel sangue che deve essere filtrato dal rene. Si tratta di un passaggio estremamente importante. Ecco perché:

nella prima infanzia la capacità di eliminazione renale non è ancora completamente sviluppata. I neonati e i piccoli lattanti hanno cioè una ridotta capacità a livello renale di concentrare le urine, cioè di eliminare i soluti in eccesso risparmiando acqua. Così, nelle prime fasi di vita possono verificarsi condizioni di aumentata concentrazione dei soluti, al di fuori delle cellule, molto pericolose per un organismo in fase di sviluppo. Per questo motivo è necessario un controllato apporto di sali minerali, in particolare degli elettroliti, affinché la concentrazione di tutte le particelle disciolte nelle urine, ovvero la osmolarità urinaria, non superino il limite di 400 mOsm/Kg.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia: per il benessere dei piccoli, acque povere di sodio e con ridotti valori nitrati
Valori nitrati e contenuto di sodio. Su questi elementi l’Organizzazione Mondiale della Sanità, così come altre istituzioni, ha formulato specifiche raccomandazioni rivolte proprio ai più piccoli e al loro benessere. L’OMS raccomanda infatti di scegliere sempre acque con valori di nitrati inferiori a 10 mg/l e possibilmente povere di sodio.

Anche il Ministero della Sanità, con decreto del 31 maggio 2001, indica come “Acque destinate all’infanzia” solo quelle con valori nitrati inferiori a 10 mg/l. D’altra parte i bambini, specie i più piccoli di 2-3 mesi di vita, sono estremamente sensibili alla produzione di un certo tipo di emoglobina, la metaemoglobina, non funzionante e tossica indotta dalla presenza di nitrati.  Questi, inoltre, se ingeriti contemporaneamente ad alimenti contenenti ammine, molecole azotate presenti nei cibi ricchi di proteine, possono dare luogo a composti potenzialmente cancerogeni, le nitrosamine.  E’ stato provato come, in particolare nei neonati, sia molto importante non superare i limiti massimi di apporto proteico, per motivi che riguardano proprio la quantità renale dei soluti.

Per quanto riguarda il sodio, è noto nella letteratura scientifica il ruolo che questo elemento contenuto nelle acque svolge per la preparazione dei latti formulati e per promuovere un aumento della pressione arteriosa. Studi hanno evidenziato che un rischio maggiore di ipertensione nell’adulto è proprio legato ad un eccessivo apporto di sodio nella dieta seguita durante l’infanzia.   

Acqua e bambini più grandi
Spesso nei bambini più grandi il consumo di acqua deve essere ancor più elevato. Anche se resta troppo limitato, anzitutto a causa di un’inadeguata educazione al consumo di acqua. Sono tanti i messaggi che ci arrivano stimolandoci ad una corretta e sana alimentazione, nei quali però non si mette mai abbastanza in risalto il ruolo parallelo e complementare che l’idratazione svolge nell’ambito di una dieta bilanciata. E’ importante sottolinearlo, così come fondamentale è il ruolo che i genitori a casa, e gli insegnanti a scuola, possono svolgere, promuovendo il consumo di acqua durante tutte le ore del giorno. Perché? Cosa succede nel corpo di un bambino disidratato? Gli effetti sono diversi: da quelli “acuti”, con una riduzione del rendimento mentale e fisico, a quelli “a lungo termine” o cronico che possono provocare l’insorgere di problemi. Per evitare ciò è fondamentale che i bambini bevano acqua a sufficienza, anzitutto le più raccomandabili nella loro fase: le oligo e le mediominerali, tra queste le bicarbonato-calciche. Quest’ultime, in particolare, possono essere utili per la crescita, grazie alla loro buona mineralizzazione e al ricco contenuto di calcio, oltre 300 mg/l.

Acqua e adolescenti
E’ uno dei momenti più particolari, e delicati, della crescita. Una fase che deve essere accompagnata da una dieta equilibrata che comprenda una quota adeguata di liquidi. Rispetto a questo, la bevanda da preferire è senza dubbio l’acqua, ricordandosi di consumare anche quelle ad elevato contenuto di calcio. In particolare, le bicarbonato calciche sono in grado di rispondere al fabbisogno di calcio grazie alla biodisponibilità di questo elemento che possono vantare. Pari, se non superiore, a quella dei latticini. Oltre ad essere particolarmente adatte per gli adolescenti che praticano attività sportiva, perché capaci di:

  • svolgere ruolo di tampone sull’acido lattico prodotto dai muscoli durante l’esercizio fisico;
  • alzare la soglia della resistenza alla fatica;
  • accelerare la fase di recupero post-sforzo.

I “trucchi” per far bere più acqua ai nostri figli

Arrivano dall’Inghilterra per aiutare i genitori a convincere i più piccoli, tra divertimento e consapevolezza, ad idratarsi correttamente, preferendo l’acqua. Eccoli:

1) Un’abitudine divertente
Mettete l'acqua in un bicchiere attraente (i bambini amano avere bicchieri con su stampati foto di animali dai colori vivaci o personaggi televisivi preferiti); aggiungete come novità una cannuccia; usate cubetti di ghiaccio dalle forme divertenti o aggiungete graziosi pezzi di frutta come le fragole. Questo è un modo facile per invogliare i più piccoli a bere.

2) Acqua, acqua, acqua
Mettere “in primo piano” nel frigorifero l’acqua
. Limitando in questo modo la scelta su cosa bere, i bambini considereranno via via naturale bere prioritariamente acqua.

3) Bevi acqua perché…
I più piccoli spesso sono realmente interessati al corpo umano. Portarli in biblioteca o mettere a loro disposizione alcuni libri illustrati su come funziona il corpo e la nutrizione potrà aiutarvi a insegnare quanto è importante rimanere idratati. E un bambino “scontroso” potrà anche farsi una ragione di come vincere alcuni contrattempi dell’adolescenza come l’acne.

4) Wow, che buona!
A seconda di dove si vive, prendere l’acqua direttamente dal rubinetto potrebbe essere una prospettiva poco “attraente” per i più piccoli, che amano le bevande fredde soprattutto in estate. Un altro trucco è aggiungere un po’ di limone o una fettina di lime per aggiungere un sapore più fruttato ma con meno zucchero alla loro acqua. Ma anche dal packaging può arrivare un buon contributo per avvicinare i bambini all’acqua, la bevanda più salutare e indispensabile per la crescita dei più piccoli, che possono essere più divertiti da bottigliette con colori vivaci, mascotte divertenti e forme giocose “squeezable”.  O da confezioni che risultano pratiche e facili da portare con sé, a forma di borraccia e adatta alle mani dei più piccini perché arrotondata e dotata di zigrinature antiscivolo.

Ma soprattutto…

5) Un’amica sempre presente
La cosa migliore che potete fare per incoraggiare i vostri figli a bere più acqua è quello di renderla sempre disponibile. Se sono fuori a giocare date loro una bottiglietta; a cena metterne una al centro della tavola: se tutti in famiglia bevono costantemente acqua anche loro si abitueranno a farlo.


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