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Al lavoro

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L’idratazione è fondamentale anche al lavoro
C’è il lavoro manuale, dove è determinante e centrale l’attività fisica, così come, in alcuni casi, l’esposizione alla variabili atmosferiche. E c’è il lavoro intellettuale, dove all’impegno fisico si sostituisce quello mentale, con il carico di concentrazione e stress che ne consegue. Quale che sia la mansione svolta, in ufficio o all’aria aperta, in modo più sedentario o attraverso un’attività più dinamica, l’acqua è fondamentale anche sul posto di lavoro.

Per chi è impegnato in attività intellettuali e più sedentarie, assumere una giusta quantità di acqua e idratarsi nel modo corretto è uno strumento efficace per la capacità di concentrazione. Numerosi studi internazionali hanno dimostrato come la disidratazione interferisca sulle capacità cognitive, riducendo la concentrazione, e influenzando negativamente i processi decisionali. Con una disidratazione del 2%, determinata dalla normale sudorazione, è possibile infatti una compromissione della memoria a breve termine, dell’attenzione e dell’efficienza aritmetica.

Nel caso di chi svolge invece lavori manuali o all’aperto, una disidratazione minore del 3% può comportare, oltre che difficoltà mnemoniche a breve termine, anche una maggiore stanchezza e fatica e una ridotta attenzione rispetto a chi, invece, può contare su una buona idratazione.

Bere acqua aiuta dunque a lavorare. Aumenta le performance cognitive e di attenzione, promuove il metabolismo cellulare e migliora, quindi, le generali capacità lavorative. Ecco perché è importante bere con regolarità durante la giornata lavorativa, non solo durante la pause, ma facendo del bicchiere o della bottiglia d’acqua una presenza costante e sempre a portata di mano sulla nostra scrivania e nel nostro ambiente di lavoro in generale.

Lavoro in ambienti caldo-umidi
Durante il lavoro in ambienti caldo-umidi, aumenta lo sforzo cardiovascolare: aumenta la frequenza cardiaca di 4 battiti al minuto per ogni percentuale di perdita di liquidi, fino a raggiunge i 16/20 battiti al minuto con una perdita del peso corporeo del 4-5%. Si tratta di un aumento nella frequenza cardiaca in genere accompagnato da un aumento soggettivo dello sforzo percepito per eseguire un lavoro, capace di alterare la stessa prestazione lavorativa.

Lavoro aerobico
La disidratazione è la principale antagonista del lavoro aerobico. La temperatura ambientale, il tipo di esercizio fisico, la caratteristiche fisiologiche del lavoratore – la forma fisica, la capacità di acclimatarsi, la tolleranza alla disidratazione – sono fattori a cui si legano le difficoltà a compiere una prestazione lavorativa. Con una disidratazione che supera il 2% del peso corporeo, la performance e la resistenza lavorativa diminuiscono. E si riducono ancor di più quando si lavora in ambienti caldi.

I consigli

  1. Avere sempre a disposizione acqua fresca, non gelata;
  2. Ascoltarela sete e i suoi segnali, anticipandoli;
  3. Bere con frequenza nel corso della giornata piccole quantità di acqua, anche 6 – 8 bicchieri da 250 ml;
  4. Evitare di saltare la pausa pranzo, specie durante i turni più lunghi di lavoro. Un break può aiutare a reintegrare i liquidi e può essere importante nella sostituzione di sodio e di altri elettroliti;
  5. Nessuna controindicazione a bere quando si è sudati. A meno che non si tratti di acqua fredda. Sono comunque da preferire acque a elevato residuo fisso;
  6. Favorire l’evaporazione del sudore e il raffreddamento che ne consegue. Quindi, indossare quando possibile abiti leggeri;
  7. Rendere più “facile” bere, migliorando l’accesso ai servizi igienici. Spesso le donne non bevono volontariamente quando i servizi non sono facilmente accessibili; ma anche, tenendo sempre a portata di mano un bicchiere o una bottiglia pieni d’acqua minerale;
  8. Partire dall’educazione al “bere” acqua e all’idratazione. Essenziale per aiutare i lavoratori a mantenere lo stato di idratazione durante e dopo il lavoro, specie in estate e negli ambienti caldi.


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