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Corretta idratazione e attività mentale

Corretta idratazione e attività mentale

Hai la testa tra le nuvole? Attenzione, potresti essere disidratato…

Quante volte capita di sentirsi mentalmente affaticati senza capire il motivo alla base della mancanza di concentrazione e di una minore capacità di attenzione?

Ebbene, uno dei fattori che può incidere sulla salute della nostra materia grigia è, inaspettatamente forse per i più, la corretta idratazione.

La stanchezza mentale, così come quella fisica, può essere un segnale inviato dall’organismo per richiamare la nostra attenzione e ricordarci che non stiamo bevendo abbastanza.

Non tutti sanno che livelli di idratazione non adeguati producono effetti negativi sul corretto funzionamento del nostro cervello, con possibili ripercussioni sulle nostre capacità mentali e intellettive.

Idratazione e attività mentale

L’elevata attività metabolica che contraddistingue il funzionamento del nostro cervello necessità infatti di un costante e adeguato apporto di acqua, soprattutto nelle situazioni di particolare affaticamento intellettivo, come accade nello studio o nel lavoro.

I tessuti del cervello sono infatti formati per l’85% da acqua e possono risentire della sua carenza al punto che per livelli di disidratazione superiori al 2,5% è possibile assistere ad una temporanea riduzione del volume della materia cerebrale, con conseguenti ripercussioni sulle nostre capacità cognitive.

Basti pensare che per un solo litro di acqua perso dal nostro organismo, a livello cerebrale gli effetti sono paragonabili a quelli prodotti in due mesi e mezzo dalla malattia di Alzheimer (nota 1).

Fortunatamente l’effetto non è permanente e bere 1 o 2 bicchieri di acqua riporta la situazione alla normalità!

L'importanza di una corretta idratazione nei bambini

Se questo è vero in generale, ancor più attenzione bisogna averla quando si parla di target particolarmente delicati, come bambini e anziani.

Entrambe queste categorie, infatti, percepiscono in maniera alterata lo stimolo della sete (ossia, per ragioni ancora non chiare, lo sentono in ritardo rispetto ad un adulto).

Questo, in due fasce d’età in cui idratarsi correttamente è ancora più importante: nei bambini perché sono nell’età dello sviluppo, fisico e mentale; negli anziani perché il sopraggiungere dell’età e l’insorgenza di patologie ad essa correlate rendono il loro organismo più soggetto squilibri idrici e maggiormente predisposto a disidratazione (nota 29).

 

nota 1:  “Water & Health. How water protects and improves overall health”, FEMTEC World Federation of Hydrotherapy and Climatotherapy, 2015, p.58

nota 2: “Idratazione per il benessere dell’organismo”, Osservatorio Sanpellegrino, 2013, p. 24-29


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